Tavolo automotive: avviato al MiSE un confronto con i protagonisti di settore

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Tavolo automotive: avviato al MiSE un confronto con i protagonisti di settore

Un comparto in crisi che, solo in Italia, vale circa il 6% del Pil e impiega direttamente oltre 250 mila lavoratori – 1,2 milioni considerando l’indotto –; la picchiata del settore automotive ha spinto il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli a convocare, lo scorso 18 ottobre, un tavolo di lavoro con i protagonisti di settore. Presenti quarantacinque soggetti tra associazioni, imprese e parti sociali. Un’occasione di confronto in cui il tema della mobilità elettrica ha giocato un ruolo da protagonista.

Un confronto ampio che ha visto la partecipazione di aziende – tra cui FCA, Piaggio, Renault, Lamborghini, ecc. -, parti sociali, università e centri di ricerca per un totale di 45 soggetti in campo; il tavolo convocato dal Ministro Patuanelli lo scorso 18 ottobre, ha rappresentato un punto di svolta nel panorama della mobilità elettrica italiana, ponendo l’e-mobility quale passaggio obbligato per il rilancio di un settore in profonda crisi.

Una riunione durata oltre tre ore nella quale il ministro ha riconosciuto il ruolo indispensabile della politica nel favorire la transizione verso l’elettrico attraverso misure a sostegno di ricerca e sviluppo. Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta dal ministro alla formazione continua di tecnici e lavoratori di settore.

I partecipanti al tavolo, dal canto loro, hanno avanzato numerose misure d’intervento nel tentativo di dettare un’agenda che, nel corso dei prossimi mesi, è destinata a diventare centrale nel panorama politico nazionale e internazionale.

Confindustria nelle parole di Giulio Pedrollo, vice presidente di Confindustria per la Politica industriale, ha proposto al tavolo una rimodulazione del sistema bonus-malus – la cosiddetta ecotassa -, oltre a richiedere al Governo di garantire la partecipazione italiana alle grandi iniziative europee che riguardano lo sviluppo di batterie, mezzi a idrogeno e guida autonoma. Per quanto riguarda il tema delle infrastrutture, sempre secondo Pedrollo, è indispensabile varare normative stabili e una generale semplificazione amministrativa che faciliti la realizzazione di colonnine di ricarica.

L’iniziativa che ha lasciato tutti soddisfatti… o quasi. La Regione Piemonte ha infatti espresso forte disappunto per non essere stata convocata al tavolo; una scelta “inaccettabile” per l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino, che ha reputato incomprensibile non invitare al tavolo una regione in cui l’automotive rappresenta la linfa vitale del tessuto produttivo e sociale.

Svista o semplice strategia, resta il fatto che lo stesso ministro Patuanelli ha ammesso come, la compartecipazione di cosi tanti soggetti in un confronto così ampio, possa generare confusione e attriti, dando così il via a tre sotto-gruppi di lavoro che avranno il compito di approfondire gli aspetti relativi al sostegno di domanda e offerta di mobilità e al supporto dello sviluppo infrastrutturale.

Si apre dunque un nuovo capitolo nel settore della mobilità elettrica; la speranza è come sempre quella di procedere verso uno sviluppo partecipato e consapevole, in un momento delicato dove anche le istituzioni ai più alti livelli hanno preso coscienza del fatto che la transizione al modello di mobilità elettrica non si può più rimandare.

 

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