Budapest: una capitale millenaria, dal cuore elettrico

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Budapest: una capitale millenaria, dal cuore elettrico

Nelle recenti ferie estive abbiamo colto l’occasione per visitare Budapest, affascinante capitale dell’Ungheria. Colpisce la grande quantità di auto elettriche sulle strade, riconoscibili dalla caratteristica targa verde. Una città che ha decisamente ingranato una marcia in più verso la mobilità full electric.

Agosto è mese di vacanze e, come molti di voi, anche la segreteria di EMA si è presa alcuni giorni di pausa per ricaricare le batterie. Valigie alla mano, siamo andati alla scoperta di una delle più interessanti capitali europee: Budapest.

Nonostante la rilassatezza vacanziera, non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità di osservare come ci si muove in città fuori dai nostri confini. Così, in mezzo al – caotico – traffico cittadino di Budapest, abbiamo notato un dettaglio che non sfuggirebbe neppure a un occhio distratto: molti veicoli privati e moltissimi taxi hanno la targa verde.

Una rapida ricerca online ha confermato l’intuizione: i veicoli con targa verde sono full electric; una scelta dettata dall’esigenza di rendere subito riconoscibili questi mezzi per poterne consentire l’accesso a ZTL e ad altre aree speciali del centro storico.

Una quantità di mezzi davvero sorprendente: ci siamo trovati di fronte ad una presenza di veicoli elettrici sul parco circolante decisamente superiore rispetto a quella di grandi città italiane come, ad esempio, Milano o Firenze; ovviamente, non mancano decine di colonnine di ricarica sparse per ogni angolo della città.

Questa piacevole scoperta è il risultato di una politica governativa che ha preso il via nel 2016 con lo stanziamento di 2 miliardi di fiorini ungheresi – circa 6.3 milioni di euro – destinati a coprire il prezzo di listino per l’acquisto di un’auto elettrica fino a un massimo del 21%, oltre a sgravi fiscali sulle pratiche auto, accessi gratuiti alle ztl e molte altre agevolazioni. Un intervento rifinanziato nel 2018 con l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 – secondo le stime del ministro delle finanze Mihály Varga – quota 30mila immatricolazioni di veicoli a basso impatto ambientale.

Un traguardo ambizioso, supportato anche dal fornitore elettrico nazionale National Utilities Ltd, che attualmente sta gestendo un centinaio di punti di ricarica in tutto il Paese – dei quali il 10 fast charger -, e che intende elettrificare gran parte della rete autostradale ungherese, così da consentire di attraversare l’intero Stato magiaro – e non solo Budapest – a bordo di un mezzo elettrico in assoluta tranquillità.

L’Ungheria è destinata dunque a diventare protagonista nel futuro della mobilità elettrica europea, grazie anche agli oltre 2.000 km di confini condivisi con sette Stati nel cuore del vecchio continente, che la rendono centro nevralgico degli spostamenti via terra in quell’area geografica.

Non dimentichiamo, infine, che il Paese vanta da sempre un’importante tradizione manifatturiera nel comparto automobilistico e che ospita centri produttivi di importanti marchi come Audi, Opel e BMW, che proprio di recente stanno aggiornando i propri impianti per destinarli alla produzione di veicoli elettrici.

Dunque, se siete degli appassionati, dei semplici curiosi o dei proprietari di auto elettriche, le strade ungheresi sapranno accogliervi con una generosa presenza di colonnine di ricarica: così, tra un bagno termale e una visita al castello di Buda, potrete muovervi in assoluta tranquillità e a impatto zero!